Il Sabino d'Oro: la nascita del Premio
“Nell’ormai lontano 1974 intorno all’Archivio di Stato di Rieti, sotto la spinta dell’allora Direttore, Dr. Mario Vinicio Biondi, si riunì un gruppo di insegnanti, artisti, professionisti, uomini di cultura accomunati dell’amore per la storia, per le tradizioni, per le bellezze naturali ed artistiche sabine.
Si definirono Amici dei Beni Culturali e Ambientali della Sabina (ABCAS) con il fine di curare il recupero, la conservazione e la valorizzazione delle testimonianze e delle caratteristiche peculiari dell’evoluzione storica, ambientale e culturale della Regione di cui PLINIO, nella sua Naturalis Historia, stabilì i confini fra Lazio, Piceno ed Umbria.
Ricordiamo brevemente per le conseguenze concrete che ebbero sulla salvaguardia di alcuni Beni Culturali le Settimane di Studio sui “Documenti Archivistici per lo studio della Storia” (1976), su “S. Francesco e la Valle Santa” (1977), sul “Paleocristianesimo nella Bassa Sabina” (1978), sulle “Mura Medievali di Rieti” (1979), sulla “Collegiata” di Contigliano (1980), e su “Cittaducale” (1981).
Non è possibile non ricordare, inoltre, la “giornata” dedicata a S. Pietro Martire: la riscoperta di questa “Chiesina”, quasi ormai completamente dimenticata, servì ad attirare l’attenzione delle Autorità responsabili ed oggi, grazie all’ABCAS, la possiamo vedere e riammirare nel suo antico splendore dopo i numerosi lavori di restauro eseguiti dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici del Lazio.
Tutte furono occasioni per attirare l’attenzione dei più grandi nomi della cultura romana, aquilana, perugina e dell’Italia Centrale in genere sulla Sabina.
Proprio per invogliare ancora di più gli studiosi e per sensibilizzare sempre più i giovani, il presidente Biondi e l’artista Adeodato Ciotti istituirono il Sabino d’Oro, riconoscimento da assegnare ogni a chi si fosse particolarmente distinto per la salvaguardia e la valorizzazione dei nostri Beni Culturali.
Seguirono nove anni pieni di interesse e di valori con nomi prestigiosi che dettero sempre più lustro al Trofeo fino a farlo diventare parte integrante della cultura sabina.
Dopo il 1983, anche perché l’amico Biondi lasciava Rieti trasferito ad Ancona per ricoprirvi l’incarico di Soprintendendente ai Beni Archivistici delle Marche, il Sabino d’Oro non venne più assegnato e l’ABCAS si sciolse.
Il Rotary Club di Rieti non ha voluto perdere l’occasione di “Servire”, ancora una volta, la Società e la Cultura del suo ambiente.
La sensibilità dei precedenti presidenti Giovannelli, Gammarota e Fornara ha permesso che si rilevasse l’onere e l’onore creato e gestito da un suo socio effettivo, poi socio onorario ed oggi, rotariano ad Ancona.
A cavallo del 1986-87, dopo giorni di attenti studi, l’Assemblea Rotariana reatina approvava definitivamente il nuovo Regolamento: risorgeva così, per la ferma volontà del Club, nell’ottica delle proprie iniziative esterne e delle proprie attività di servizio istituzionali, il SABINO D’ORO.
Il Sabino d’Oro, nei programmi rotariani, deve assurgere nel tempo a simbolo di riconoscimenti di un’attività di servizio che “il reatino” o “altri per il reatino”, abbiano saputo svolgere con amore, passione e continuità, entro e fuori i confini della Provincia, nei campi della cultura, dell’arte, dell’ambiente e della storia che rappresentano valori peculiari della nostra società.
Vogliamo credere fermamente che il tempo ci dia ragione in questa nostra “visione”: solo così potremo dire che il Rotary avrà veramente perseguito e raggiunto i suoi fini”.
(Ing. Omero Bertoni – Presidente annata rotariana 1988/89)
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Il Sabino d'Oro: modalità di assegnazione
Il Premio Sabino d’Oro viene conferito nell’Anno Rotariano a persona fisica o persona giuridica che con la propria attività intellettuale, professionale e organizzativa, abbia onorato la Sabina, oppure abbia operato ed operi per la rivalutazione ambientale e monumentale della Sabina.